Storia quasi seria di un vampiro per bene di Antonella Azzoni

Editore: Giovane Holden Edizioni (10 aprile 2021)
Lingua: Italiano
Lunghezza stampa: 52 pagine

Louis-Théophile D’Ormant de Luneville, giovane castellano appena diciannovenne amante di cacce e di scorribande, ma anche di quegli strani oggetti che sono i libri, si ritrova inaspettatamente nelle scomode vesti di un non-morto.
La sua nuova condizione, oltre a numerosi interrogativi, gli pone un problema molto più difficile da risolvere di tutti gli altri: come riuscire a nutrirsi, ovviamente di sangue, riuscendo a rimanere al contempo un vampiro perbene?
Affronterà a modo suo la carenza di nutrimento sia per il corpo che per la mente, aggirandosi per il castello e le sue vicinanze, e facendo via via vari incontri che segneranno la sua singolare esistenza. Dovrà vedersela anche con la sua irresistibile propensione al sonno, un destino a cui gli è difficile opporsi, e già insito nel suo nome.
La vicenda prende l’avvio in una Francia della seconda metà del xvii secolo, ancora dominata dal potere assoluto del monarca del Grand Siècle, per estendersi oltre più di un secolo, al di là della Rivoluzione, fino agli albori dell’Impero napoleonico e alla definitiva scomparsa del mondo feudale.

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Il giovane Louis-Théophile D’Ormant de Luneville, si trova nella nuova condizione di non-morto e se da un lato è felice della sua forza e della sua bellezza, dall’altro si rifiuta di nutrirsi del sangue umano o di amabili creature cui è stato sempre affezionato come i gatti, i cani, i conigli.. Sappiamo che, con il suo morso, il vampiro trasmette anche la sua maledizione, trasformando il povero malcapitato in un suo simile e lui non ha proprio intenzione di infliggere questa pena agli altri. La sua bontà d’animo è più forte dell’istinto di sopravvivenza, se così si può definire la sua situazione, resistendo all’innata sete di sangue, che accomuna queste particolari creature della notte. Dapprima cerca di contrastare i suoi istinti, chiudendosi nella sua amata bara e abbandonandosi ad un lungo sonno, ma poi, incitato da un fedele servitore, decide di andare a “caccia” di animali selvatici più grandi per cibarsi del loro sangue, in modo da non estinguersi totalmente. Trascorrono tediosamente gli anni e così la sua monotona realtà fatta di fugaci uscite notturne e visite al suo vecchio castello, ormai abitato da altri castellani, per rubare i suoi amati libri e portarli con sé nel suo sotterraneo. Egli preferisce di gran lunga cibare il suo spirito piuttosto che il suo corpo senza vita. Il suo cuore è inoltre ancora in grado di provare un sentimento anche se questo può suonare strano alle nostre orecchie. In realtà ci troviamo di fronte ad un vampiro insolitamente per bene. Questo è un libro con una trama lineare sfoltita da descrizioni stucchevoli in un’ambientazione storica e geografica davvero intrigante. Molto più spazio invece, anche se non troppo, si concede alle descrizioni emotive e psicologiche del protagonista. La narrazione, con la sua piacevole scorrevolezza, risulta incalzante fino alla fine, dove ci attende un inaspettato colpo di scena. Avrei preferito un finale un po’diverso in realtà, perché speravo davvero che ci fosse un seguito, ma mai dire mai quando c’è in ballo la fantasia.

Ringrazio la casa editrice per la copia fornita 🦇

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