Estratti di Back in love di Emma Scacco

Greta


Osservo il riflesso che mi rimanda lo specchio anticato:
sono pallida e ho profonde occhiaie che vengono accentuate
dall’abito nero privo di scollatura. Sembro zia Polly
dell’omonimo romanzo, l’unica differenza sono i capelli che
lei teneva lunghi e raccolti.
I miei li ho tagliati in un caschetto regolare che tengo
piastrato in maniera quasi maniacale, con tanto di frangia
appena sopra le sopracciglia fini e curate. Della ragazza con i
lunghi capelli al vento che correva a cavallo nelle praterie del
Texas, non è rimasto nulla.

Mi hanno tradita. Tutti coloro che avrebbero dovuto
amarmi. E anche chi ha lottato per me, ha presto smesso. Mio
padre, che ha rinunciato alla patria podestà, mia madre che si
è nascosta nel suo lavoro, preferendolo a me, nonna che
aveva promesso per la mia fedeltà di salvare il mio ranch e
ora Frederick e Ally.


Il rumore del mio cuore che si frantuma mi riempie le
orecchie. Rimango a fissare un punto indefinito, aspettando
che il corpo si accasci, ma il palpitare frenetico mi riporta alla
realtà. L’elegante vetrina è sbriciolata in mille pezzi, era
quello il rumore di cocci e di cristalli infranti. Sono viva.
Supererò anche questo e non permetterò mai più a nessuno di
dirmi cosa devo fare.


Allo specchio noto di non avere la solita t-shirt che uso per
dormire, ma una delle camicie di Jonathan che ha un aroma
inconfondibile. Cuoio, sapone da bucato e una nota fresca di
menta: odore di casa, prateria sconfinata e libertà. Mi basta
imbottire l’olfatto per sentire le gambe sfrigolare e le mani
prudere come non succedeva da tempo.
Essere qui con lui sta incrinando qualcosa; il ghiaccio con il
quale mi sono coperta per anni ha una breccia nella sua
coltre.

Sono il fantasma di quello che ero, e,
anche se da ragazza mi sentivo sempre spezzata, ora mi
sembra di essere stata interrotta.
Mi sono talmente nascosta dai miei desideri che ho
cancellato tutto per non soffrire.
Ecco perché neppure ora che ho perso ogni cosa, che sono
scappata dalle mie stesse scelte, inseguendo una necessità che
forse non è più neppure mia, riesco a provare qualcosa che
non sia lo schifo che faccio a me stessa.

Jhonathan

Dovrei andare a
Londra per chiudere questa storia, lo devo a me stesso, lo devo a Jolene. Dopo potrò darle il suo anello senza sentire
nello stomaco la morsa della speranza infranta.
Maledetto sentimento caparbio.
La verità è che io spero ancora di rivederla sulla mia strada.


Vorrei parlare, ma le corde vocali si rifiutano di vibrare.
Sarebbero così tante le parole che vorrei dirle, che hanno
formato un gomitolo intrecciato tra il cuore e lo stomaco e
sono rimaste incastrate tra i due.
Tutto il mio corpo sta proclamando la sua reticenza,
incredulo davanti a quello che le mie retine rimandano al
cervello.
Allarme.
Sento il battere incessante del cuore, il formicolio alle
gambe che si stanno preparando per scappare. Non sono in
pericolo, ma lo shock è tale che le mie sinapsi lo recepiscono
lo stesso.

Vorrei stringerla da qui all’eternità, perché lei è la parte
migliore di me che è tornata indietro a prendersi il resto.

Il destino l’ha rimessa sulla mia strada e ora le nostre
bocche si cercano come fossimo l’acqua nel deserto l’uno per
l’altra. Se continua dovrò raccattare i pezzi di me sparpagliati
per tutti gli Stati Uniti.
Sento il cuore liquefarsi, i polmoni chiedere aria, la testa
girare ed è come non avessi più peso. La forza di gravità delle
responsabilità, del codice, dell’onore non mi schiacciano più a terra.

Volo. La testa leggera e il cuore a elio. Non sono più
sulla terra, nella mia mente sono con lei, dentro di lei, per lei
Per sempre.
Il nostro primo bacio e già so che non vorrò darne più

Michael


Da giovane ero esplosivo, un carattere esuberante e forte
che faticava a contenere la rabbia. Scattavo per niente e
scazzottavo con la stessa facilità. Poi la vita mi ha spezzato
troppe volte e ho imparato a farmi scivolare le cose addosso,
senza reagire. Le reazioni le lascio alle persone a cui importa.
A me non importa più molto e i problemi quotidiani sono
solo piccole quisquilie.

Nessuno potrà darci ciò che la vita ci ha tolto in questi anni,
come potremmo recuperare il tempo perso? E se fosse solo
una bruciante passione quella che ci lega? Siamo invecchiati
lontano l’uno dall’altra e forse non siamo più così compatibili
come una volta.

Non so quale delle mie donne smettere di stringere.
Rivedere mia figlia dopo quasi sette anni e riavere Linda
seduta al mio tavolo dopo una vita lontano da loro, mi fa
sentire ebbro. E non è per lo champagne che scorre a fiumi o
per la musica che riempie l’aria, ma forse è per la gioia,
perché la felicità palpabile che si respira in questa giornata ci
sta contagiando tutti.

Curiosi? A breve la recensione di questo bellissimo romanzo, Back in love, che chiude magnificamente la trilogia Sliding in Love🧡, il pink-western di Emma Scacco.

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