Fiori d’oriente di Conny Melchiorre

Titolo: Fiori d’orienteAutore: Conny MelchiorreEditore: Aletheia EditoreGenere: contemporary romance
Data d’uscita: 17 agosto 2020

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Flavia deve sostenere l’ultimo esame alla facoltà di Filosofia. Il più temibile di tutti: Storia e cultura del Mediterraneo, con il professor Zeno Martini, bizzarro docente, sul quale corrono voci sbalorditive. Siamo nei primi anni del Duemila a L’Aquila. E’ febbraio. E’ buio. Fa freddo. Flavia s’incammina di notte per le viuzze storiche della città, perché la sessione inizia alle 6 di mattina. Imprevedibilmente, quello che per la ragazza si prospetta come un incubo, si trasforma nel sogno della vita. Martini le propone di entrare nella sua equipe di ricerca e di partire per la Grecia e la Turchia. Con lei ci sono Federica, Anna, Simona e Angela, studentesse molto diverse tra loro, per indole e aspetto. Le aiuterà Ilkay, la loro guida, insieme alle sue amiche. Ed eccole diventare amiche e Fiori d’Oriente. Bellissimi boccioli di piante diverse, che sbocceranno in donne, durante questo viaggio dei viaggi. Le giovani saranno traghettate in un mondo fascinoso, di spezie orientali, fragranze inusuali, colori sgargianti, danza del ventre, complicità rassicuranti, ricchezza del Gran Bazar, povertà delle campagne. Ognuna di loro cela un segreto. Quale?

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Buon pomeriggio readers, vi propongo una lettura fresca e leggera che parla di un viaggio di cinque giovani ragazze verso una cultura diversa dalla nostra che è in grado di plasmare, trasformare, configurare la loro identità attraverso nuove esperienze e l’acquisizione di un grosso bagaglio emozionale che, al loro rientro, si porteranno dentro per sempre. Questo è un romanzo di formazione, che vede come protagonista Flavia, una studentessa di filosofia che sta per laurearsi presso l’Ateneo de L’Aquila. Flavia ci fa conoscere le sue paure più recondite, ma, allo stesso tempo, la sua grande tenacia e determinazione nel conseguire gli obiettivi prefissati. Riesce, con la sua bravura, ad incantare anche il temutissimo Professor Zeno Martini che, subito dopo l’esame, le propone una ricerca sul luogo riguardante il femminismo all’interno dell’harem in Turchia. Sicuramente si trova di fronte ad un’occasione unica, da cogliere al volo e da fare assolutamente, prima della laurea. Flavia quindi decide di fare questa esperienza, appoggiata dalla sua famiglia, e ben presto fa la conoscenza delle sue compagne di viaggio, ognuna con una peculiarità che la differenzia dalle altre e soprattutto con un segreto ben nascosto. Anche il Professore, che rimarrà ad aspettarle in Grecia, in realtà cela un triste segreto e si scopre che non è poi così severo come lo descrive la maggior parte dei ragazzi universitari. Una storia delicata in grado di farci capire l’importanza della figura femminile nel mondo e quanto sia indispensabile la parità di genere in una società moderna. Ho imparato a conoscere tante caratteristiche di questa cultura affascinante e per me totalmente sconosciuta. Una scrittura fluida e semplice che arriva dritta al cuore. Mi è piaciuto tanto leggere le pagine del diario scritte da Flavia che si rivolge nel suo immaginario a Sherazade, la protagonista de Le mille e una notte, che, con i suoi racconti, ammansisce il tiranno e si salva la vita. Ho ammirato Flavia per il suo carattere così empatico, amichevole, deciso; l’educazione e il rispetto altrui sono tratti indispensabili in un’amicizia e lei, che possiede queste qualità, riesce ad instaurare legami profondi all’interno del gruppo. Il romanzo è stata una ventata d’aria fresca, in un periodo di vita difficile a causa di questa pandemia e grazie a Conny Melchiorre ho potuto chiudere gli occhi e immaginare di essere lì in quei luoghi affascinanti, carichi di colore, odori, musica e danze . Grazie mille per questa splendida avventura.

Alle corde di Leandro Conti Celestini

Titolo: Alle corde
Autore: Leandro Conti Celestini
Genere: Letteratura erotica
Casa Editrice: Eroscultura
Pagine: 366
Prezzo: €18,00
ISBN: 978-8869362132

Anno 1979, da qualche parte al confine tra Nevada e Oregon, fatto di strade deserte, montagne in lontananza, cieli sconfinati e il silenzio di un pomeriggio inquieto. Tristan è un giovane uomo con un sogno: entrare nel circuito del Professional Wrestling, ed è in viaggio per affrontare il primo incontro che potrebbe aprirgli le porte della nuova carriera. Inizierà così il suo percorso in locali da pochi soldi e match senza regole nelle periferie selvagge del nord America, nella speranza di venire notato dalle federazioni ufficiali ed entrare nel grande giro. Lontano dalla famiglia e dal mondo sicuro della sua piccola città dove mai niente accade, il viaggio lo farà crescere e mutare: dalla scoperta e accettazione della sua omosessualità, alle prime esperienze erotiche con altri uomini fino a rinsaldare il profondo rapporto con il suo Coach, da sempre figura paterna e fraterna al suo fianco. Incontrerà soddisfazioni e vittorie, piacere e godimento, ma anche dolore, incertezze e sconfitte, fino a incrociare la strada con un bellissimo ma pericoloso avversario, e un patto che lo lascerà ferito e solo. Sarà il match finale nella sfavillante città di Las Vegas che gli permetterà di riscattare la sua dignità e la direzione che sembrava aver smarrito?Per la presenza di scene erotiche gay e di cruenti combattimenti, se ne raccomanda la lettura a un pubblico adulto

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La storia di Tristan ti avvolge e ti resta impressa in modo indelebile nel cuore. Leggere questo libro è stata una sfida con me stessa inizialmente, quando ho visionato la trama, che mi suscitava una certa curiosità, ma ho dovuto fare un passo indietro e ammettere di trovarmi di fronte ad una storia estremamente bella, emozionante, coinvolgente e scritta benissimo. Il romanzo è scritto in seconda persona e non avevo mai letto prima un libro che avesse questa particolarità e devo riconoscere che è un metodo davvero efficace di rivolgersi al lettore. È evidente la meticolosità e l’attenzione, quasi maniacale, al raziocinio del protagonista che è ansioso di compiere nuove avventure e di conoscere maggiormente se stesso comprendendo appieno le strane sensazioni che lo attanagliano fin da adolescente. La storia sembra pervasa da una vena affabulatoria per il modo in cui attrae il lettore senza via di scampo. Un racconto scorrevole, profondo e capace di ispirare meditazioni che vanno oltre le parole lette. Un modo di raccontare quello dell’autore mai realmente volgare nei momenti dell’intimità, poiché riesce a decorare minuziosamente ma con garbo le avventure erotiche e gli amori del ragazzo e comunque la mia attenzione è sempre stata focalizzata sulla sua crescita personale. Poi non c’è nulla di immorale secondo me nel desiderio e nella passione che accompagnano una vita degna di essere vissuta. Mi è piaciuto tanto leggere le pagine del diario scritte dal Coach. Ho trovato piuttosto evocativo lo stile perché carico di contenuto profondo, quasi a produrre nella mente una sequenza scenica grazie alla forte carica emozionale che è in grado di suscitare. Tristan è uno dei pochi ragazzi che riesce a esprimere i propri sentimenti e i propri desideri senza cadere nel baratro delle discriminazioni sociali. Per me è una storia da leggere e raccontare in modo da spronare i ragazzi a tirare fuori il coraggio che spesso, nella nostra società, cede il passo alla vergogna. L’amore non può mai essere sbagliato, dobbiamo tenerlo a mente. Tristan realizza i suoi sogni sportivi in concomitanza con una maturazione fisica e psicologica eccezionale. Il suo mondo da monotono e triste si tramuta via via in una realtà fantastica, ricca di novità e avventure, ma anche tanto dolore.

Ringrazio tanto Leandro Conti Celestini per avermi permesso di leggere e recensire il suo libro. Grazie per la fiducia 🌺

Leandro Conti Celestini è un designer e artista italiano. Nato a Milano nel 1978, dopo una laurea in Storia dell’Arte, si trasferisce a Los Angeles, California per lavorare nella moda e nel cinema, da sempre attratto dall’estetica glamour di Old Hollywood degli anni 40, dai film noir e le immagini in bianco e nero. “Alle Corde” è il suo primo romanzo pubblicato e l’idea nasce da un suo recente progetto di abbigliamento, che ha commercializzato con grande successo negli US il modello di bodysuit che Tristan, il protagonista del romanzo, indossa sul ring nel corso della storia, ed è tuttora in vendita con il marchio di Tigerheat Productions.


Storia quasi seria di un vampiro per bene di Antonella Azzoni

Editore: Giovane Holden Edizioni (10 aprile 2021)
Lingua: Italiano
Lunghezza stampa: 52 pagine

Louis-Théophile D’Ormant de Luneville, giovane castellano appena diciannovenne amante di cacce e di scorribande, ma anche di quegli strani oggetti che sono i libri, si ritrova inaspettatamente nelle scomode vesti di un non-morto.
La sua nuova condizione, oltre a numerosi interrogativi, gli pone un problema molto più difficile da risolvere di tutti gli altri: come riuscire a nutrirsi, ovviamente di sangue, riuscendo a rimanere al contempo un vampiro perbene?
Affronterà a modo suo la carenza di nutrimento sia per il corpo che per la mente, aggirandosi per il castello e le sue vicinanze, e facendo via via vari incontri che segneranno la sua singolare esistenza. Dovrà vedersela anche con la sua irresistibile propensione al sonno, un destino a cui gli è difficile opporsi, e già insito nel suo nome.
La vicenda prende l’avvio in una Francia della seconda metà del xvii secolo, ancora dominata dal potere assoluto del monarca del Grand Siècle, per estendersi oltre più di un secolo, al di là della Rivoluzione, fino agli albori dell’Impero napoleonico e alla definitiva scomparsa del mondo feudale.

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Il giovane Louis-Théophile D’Ormant de Luneville, si trova nella nuova condizione di non-morto e se da un lato è felice della sua forza e della sua bellezza, dall’altro si rifiuta di nutrirsi del sangue umano o di amabili creature cui è stato sempre affezionato come i gatti, i cani, i conigli.. Sappiamo che, con il suo morso, il vampiro trasmette anche la sua maledizione, trasformando il povero malcapitato in un suo simile e lui non ha proprio intenzione di infliggere questa pena agli altri. La sua bontà d’animo è più forte dell’istinto di sopravvivenza, se così si può definire la sua situazione, resistendo all’innata sete di sangue, che accomuna queste particolari creature della notte. Dapprima cerca di contrastare i suoi istinti, chiudendosi nella sua amata bara e abbandonandosi ad un lungo sonno, ma poi, incitato da un fedele servitore, decide di andare a “caccia” di animali selvatici più grandi per cibarsi del loro sangue, in modo da non estinguersi totalmente. Trascorrono tediosamente gli anni e così la sua monotona realtà fatta di fugaci uscite notturne e visite al suo vecchio castello, ormai abitato da altri castellani, per rubare i suoi amati libri e portarli con sé nel suo sotterraneo. Egli preferisce di gran lunga cibare il suo spirito piuttosto che il suo corpo senza vita. Il suo cuore è inoltre ancora in grado di provare un sentimento anche se questo può suonare strano alle nostre orecchie. In realtà ci troviamo di fronte ad un vampiro insolitamente per bene. Questo è un libro con una trama lineare sfoltita da descrizioni stucchevoli in un’ambientazione storica e geografica davvero intrigante. Molto più spazio invece, anche se non troppo, si concede alle descrizioni emotive e psicologiche del protagonista. La narrazione, con la sua piacevole scorrevolezza, risulta incalzante fino alla fine, dove ci attende un inaspettato colpo di scena. Avrei preferito un finale un po’diverso in realtà, perché speravo davvero che ci fosse un seguito, ma mai dire mai quando c’è in ballo la fantasia.

Ringrazio la casa editrice per la copia fornita 🦇

BETHANY E LA BESTIA Jack Meggitt-Phillips illustrazioni di Isabelle Follath

Marchio: Rizzoli
Collana: Ragazzi
Prezzo: 16.50 €
Pagine: 240
Formato libro: 21.7×14.2×1.7
Tipologia: BROSSURA
Data di uscita: 13/04/2021
ISBN carta: 9788817155182
https://rizzoli.rizzolilibri.it/libri/bethany-e-la-bestia/

Ebenezer Tweezer è un uomo terribile con una vita meravigliosa. Sprizza giovinezza nonostante i suoi cinquecentoundici anni, e ogni giorno sale con slancio i quindici piani del suo palazzo per andare dalla bestia che vive nel sottotetto. Le dà in pasto creature di ogni genere e in cambio vede uscire dalla sua bocca tutto ciò che vuole. Ma quando la bestia si stanca di mangiare uccelli esotici e scimmie ammaestrate, soddisfarla diventa più complicato. È arrivata l’ora di assaggiare qualcos’altro, qualcosa di più tenero e succulento… come un bambino, per esempio! Una storia sfrenatamente divertente e deliziosamente macabra, che ricorda i grandi classici di Lemony Snicket e Roald Dahl. Un caso editoriale, tradotto in trenta lingue, che diventerà presto un film prodotto da Warner Bros.

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Buongiorno a tutti lettori, amate i libri per ragazzi? Io si tantissimo, lo sapete già, e non posso non parlarvi di questa storia fantastica. Il racconto narra di un ragazzo, Ebenezer Tweezer, di soli cinquecentoundici anni , quasi cinquecentododici, che in realtà ne dimostra venti. Un bellissimo ragazzo ricco e schiavo dell’apparenza in quanto adora essere giovane, bello e il più invidiato da tutti i suoi vicini poiché benestante, abbandonando completamente l’essenza del suo essere.

“Vorrei un pianoforte … voglio solo metterlo in mostra nel salotto, così i vicini di casa lo vedranno dalle finestre”

Schiavo di tutto ciò che è materiale non pensa minimamente a ciò che conta realmente nella vita, come ad esempio l’amicizia. Nella più completa solitudine, non si accorge che la sua lunghissima vita, circondata dallo sfarzo, in realtà è vuota e priva di affetto e significato.

Ma come è possibile tutto ciò? La sua giovinezza e la sua immensa ricchezza derivano da uno scambio reciproco di favori con un coinquilino un po’ particolare: una mostruosa bestia. Questo essere vive al quindicesimo piano della sua abitazione ormai da tantissimo tempo e ama mangiare le cose più stravaganti che Ebenezer gli procura prontamente e la Bestia, in cambio, vomita dalle sue fauci tutto ciò che lui desidera, compreso una pozione miracolosa ringiovanente. Arriva il giorno in cui la Bestia desidera mangiare un bel bambino paffuto ed è qui che entra in gioco Bethany, una ragazzina orfana di entrambi i genitori. Riuscirà Bethany a risvegliare la coscienza di Ebenezer e a sconfiggere la Bestia?

Un libro favoloso ricco di emozioni e carico di significati profondi. I bambini apprezzeranno sicuramente questa lettura, perché corredata anche di illustrazioni ricche di elementi che, visualizzandoli, narrano meglio la particolarità della storia e sappiamo bene che, più delle stesse parole, le immagini restano fisse nella mente dei più piccoli per tutta la vita. Ma le trovo fantastiche anche io in quanto, un’ edizione speciale come questa, è un piccolo tesoro da conservare con cura nella propria libreria. Inoltre è importante educare i bambini alla sensibilità verso il prossimo e questa storia è di grande insegnamento. Il ritmo della storia è incalzante e sollecita il lettore a proseguire senza sosta nella lettura anche perché il testo è molto semplice. Gli eventi vengono narrati dettagliatamente e ciò mi ha consentito una profonda immersione nella storia e una connessione con i personaggi presenti.

Quindi non vi resta che correre ad acquistare questo libro appassionante senza pensarci su troppo.

Prodotto fornito da Rizzoli 💞.

L’ultimo amore di Arsenio Lupin di Maurice Leblanc

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Marchio Piemme
Serie Narrativa
Pagine 192
Pubblicato a marzo 2021
ISBN 978-88-566-8204-5

L’imperdibile capitolo finale della saga di Lupin, il personaggio cui è ispirata la serie Netflix.


Il libro ritrovato Oggetto per anni di speculazioni e dicerie, vera e propria chimera della letteratura francese, L’ultimo amore di Arsenio Lupin fu scritto da Maurice Leblanc nel corso dell’estate del 1936. Ma poco dopo averlo concluso, mentre si accingeva ad adattarlo alla forma a puntate per una rivista, Leblanc morì per un ictus cerebrale. Fu così che la sua ultima opera rimase inedita per molti anni. Solo in occasione dei settant’anni dalla morte dell’autore, nel 2012, la famiglia ha rotto gli indugi e deciso finalmente di offrire ai lettori questo romanzo rimasto nascosto così a lungo, in cui si ritrova tutta la magia e l’eleganza di uno dei più grandi personaggi della letteratura poliziesca di ogni tempo.

𝙏𝙧𝙖𝙢𝙖


Dicembre 1921. Arsenio Lupin sembrava essersi ritirato a vita privata, contento di abitare in quella che è nota come la Zône, malfamato quartiere di Parigi dove lui si sente a casa propria. Ma l’illusione della quiete non dura molto… Il passato, infatti, rispunta ben presto a solleticarlo, sotto forma di Cora de Lerne, la donna che Lupin ama da lontano, «l’ultimo e unico amore» del ladro gentiluomo. Cora gli è stata affidata tempo prima dal padre, principe de Lerne, insieme a una dote di diversi sacchi di denaro, destinata al suo promesso sposo, il principe di Oxford… Ma qualcuno ha messo gli occhi su quelle monete sonanti, e mentre i sospetti della polizia cadono proprio su Lupin, unico in grado di mettere a segno un colpo tanto ardito, ben presto è chiaro che si tratta di un’esca. Perché c’è qualcosa di ancora più prezioso da rubare: un misterioso manoscritto antico di inestimabile valore, custodito da sempre da Lupin e appartenuto a uno dei suoi antenati, a cui fu donato da Napoleone in persona. E quando Lupin scopre che al libro sono interessati perfino i servizi segreti inglesi, è chiaro che la posta in gioco è molto più alta di quanto sembrasse. E che la vita di Cora è realmente in pericolo.
Dalla penna inconfondibile di uno dei grandi autori classici della letteratura francese, una delle avventure più emozionanti di Arsenio Lupin, che i lettori di tutto il mondo hanno aspettato a lungo di poter leggere.

𝙍𝙚𝙘𝙚𝙣𝙨𝙞𝙤𝙣𝙚

Astuto, buffo e grande amante delle donne. Il più famoso malandrino di Francia torna con un’ultima affascinante avventura. Lupin, con la sua spiccata attitudine a volgere a proprio vantaggio situazioni sfavorevoli è un ladro affascinante e lo conosciamo benissimo. Scapolo elegante ed irresistibile, Arsène Lupin sorprende per la sua scaltrezza e intelligenza e attrae tutti attorno a sé come un magnete grazie al suo charme, perché dotato di una personalità ipnotica. Cortese e ironico, con la sua astuzia mette a segno le imprese piú intrepide, apparentemente impossibili, essendo così poliedrico e utilizzando le strategie piú ardimentose. Lupin è un personaggio incredibilmente efficace perché con il suo fascinoso modo di fare riesce ad essere ammaliante, attraente e seducente, così da risultare irresistibile anche per noi lettori. Cosa lo rende attraente? Sicuramente la sua intelligenza, il suo senso dell’umorismo, la sua smisurata ricchezza. Ho riscontrato anche dei lati dolci nella sua personalità complessa, mostrando spesso una propensione ad aiutare i più deboli. Nonostante il racconto sia stato scritto più di un secolo fa, la lettura è tremendamente avvenente e fluida, proprio perché Leblanc fu un autore popolare, libero da leziosità di scrittura aulica. Il ritmo è inappuntabile, ogni pagina scorre in modo gradevole, quindi consiglio vivamente la lettura dell’ultima avventura del nostro amato Arsène Lupin e in questa edizione favolosa. La copertina attrae immediatamente, che ne pensate?

Anche tu da sola, stasera? di Elena Destro

Editore Brè Edizioni (26 ottobre 2020)
Lingua Italiano
Copertina flessibile 101 pagine

Descrizione

Lisa è una ragazza semplice, tranquilla. Ha trent’anni, è sposata, ha una figlia che adora e un lavoro che le dà molte soddisfazioni. L’amore per l’uomo che le sta accanto, però, da un po’ di tempo si sta trasformando in solitudine, in tristezza. Lisa si rende conto che è arrivato il momento di prendere una decisione. Un incontro, un piccolo appiglio, una mano tesa e una frase banale la renderà ancora più confusa. La costringerà a guardarsi dentro, a fare emergere nuove prospettive e diverse opportunità. La vita è fatta di scelte. Quale sarà la scelta di Lisa?

𝚁𝚎𝚌𝚎𝚗𝚜𝚒𝚘𝚗𝚎

Buon inizio settimana, ieri ho letto un libro breve molto emozionante, che si termina in poche ore non solo per la brevità del testo, ma anche per il suo alto potere di coinvolgimento. Una storia che lascia il segno, perché parla di vita vera e può riguardare ognuno di noi e mi ha fatto riflettere sull’importanza del dialogo, in quanto parlare e confrontarsi , soprattutto nella sfera affettiva e familiare, può rivelarsi la risoluzione di tanti problemi e questioni irrisolte, che magari coviamo dentro da troppo tempo. È importantissimo quindi dialogare per evitare fraintendimenti. La storia mi ha fatto meditare anche sull’importanza di non dare mai nulla per scontato, ma di coltivare ciò che abbiamo nella nostra vita. I rapporti umani hanno bisogno di continui stimoli e confronti di idee e vedute, rispettando sempre i punti di vista dell’altro, per evitare di cadere nel baratro della crisi. Sicuramente è un valido aiuto un apprezzamento o un piccolo gesto per dimostrare il nostro amore all’altro e non farsi distrarre dallo stress al quale tutti noi siamo sottoposti. Lavoro, whatsapp, Instagram, facebook sicuramente sono una distrazione e dobbiamo imparare a dosare tutto molto attentamente, perché ciò che conta realmente è chi ci sta affianco ogni giorno nel bene e nel male.

Non vi parlerò di Lisa e del suo matrimonio nello specifico, ma vi dico soltanto che lei sarà sottoposta ad una scelta importante perché è ormai troppo sola per andare avanti. Nessuno di noi dovrebbe mai sentirsi abbandonato e triste in una famiglia, perché la famiglia è un luogo di amore, dove regna l’autentico affetto che ci dà quell’arricchimento emotivo in grado di apportarci felicità. Solo con la collaborazione, l’amore e il rispetto è possibile instaurare un rapporto solido e duraturo. Ringrazio di cuore Elena Destro per la gentilezza e per avermi fatto leggere questa bellissima storia.

I giorni della chimera di Stefano Zoboli

Titolo: I giorni della Chimera

Autore: Stefano Zoboli

Editore: Nua Edizioni

Genere: Distopico

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Mentre dal sudest asiatico si diffondono le prime notizie di una nuova influenza, un improvviso blackout spegne il mondo intero e uno scienziato affronta il buio con una preziosa valigetta di campioni.Qualche settimana prima, dall’Amazzonia devastata dall’intervento dell’uomo, un ignaro turista morso da una creatura misteriosa ha portato con sé un nuovo virus della rabbia. Gli sforzi degli scienziati per arginare il virus si scontrano con l’opportunismo politico e militare e l’avidità delle case farmaceutiche. Il vaccino che dovrebbe aiutare la popolazione produce effetti imprevisti.Gruppi di persone cercano un modo per sopravvivere nel nuovo mondo in cui si sono ritrovati. Un ingegnere, Jasper, accompagnato da una bambina, cerca di superare il dolore del passato guidando i compagni con l’intelligenza pratica e l’amore.Un uomo che si fa chiamare “il Maestro” governa i suoi seguaci con la cieca fede e la ferrea disciplina.Chi prevarrà nella lotta tra due concezioni di vita così diverse? E chi è “l’uomo nuovo” che nascerà dagli sconvolgimenti della natura e della società?

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Buongiorno e buon weekend, ho terminato ieri la lettura di un libro fantastico I giorni della chimera ,un distopico che mi ha costretto alla lettura in un solo giorno, per il suo grande potere di coinvolgimento. La tensione e la curiosità crescevano pagina dopo pagina e non riuscivo proprio a staccarmi dal libro. Ci troviamo di fronte ad uno scenario apocalittico dove la devastazione è ovunque. Si lotta per la sopravvivenza della razza umana, minacciata da uno strano essere che attacca di notte. Riemergono antiche credenze popolari legate all’Isnaschi che, come un untore, infetta i malcapitati rendendoli “diversi“. Un virus altamente infettivo che si diffonde rapidamente portando la gente a sfiorare la pazzia. Il vaccino che avrebbe dovuto salvare il mondo produce effetti collaterali. In questo romanzo, in cui il presente si intreccia con il passato, non si capisce più chi sia il buono e chi il cattivo, non si sa se ritornerà l’agognata normalità. Questa catastrofe è ormai globale. Mentre leggevo mi sembrava di vedere un film adrenalinico del genere Disaster night 🙂 . Ho adorato Jasper per la sua astuzia.

«Jasper intende usare il sangue, come Ulisse usò il vino, per ammaliare, o meglio, attirare i Muti,» spiegò Monica. «E usarli come i montoni nel racconto, per sfondare la fortificazione della base.»

La storia mi ha fatto riflettere sulla natura umana, così bella che però trova spesso il modo di inquinare i sentimenti più nobili. L’autore è riuscito a sviscerare tutte le sue fantasie su un ipotetico futuro, ma eccetto la genialità visionaria, lascia una profonda consapevolezza dei difetti e delle debolezze del genere umano, capace di rovinare o distruggere, a causa delle sete di potere, ricchezza o solo per semplice ignoranza, presunzione, quello che c’è di bello. Stefano Zoboli è stato davvero abile a descrivere le varie situazioni e con uno studio approfondito ha illustrato egregiamente ogni dettaglio scientifico o legato alla leggenda dell’ Isnashi. La storia non mi sembra conclusa e sarei davvero curiosa di leggere un seguito.

Non posso dire nulla sulla trama perché il rischio spoiler è davvero alto ma vi consiglio caldamente la lettura di questo libro, se amate il genere fantasy distopico. Ringrazio di cuore l’autore per la fiducia e la copia fornita.🧡

La mia vita a #13 anni … e mezzo di Nena Baylen

Descrizione
 Informazioni aggiuntive
Nena Baylen presenta La mia vita a #13 anni e mezzo, con le illustrazioni di J.F.
Edizione Mimebú

Nina e Marika sono tornate… e non sono sole! Con loro i personaggi che abbiamo incontrato nel primo libro, ma anche nuovi bizzarri amici. La scuola media è agli sgoccioli. è arrivato il momento di fare delle scelte e Nina si sente disorientata. è convinta che se la vita a 13 anni e mezzo fosse una frittella, avrebbe almeno 13 modi e mezzo per sbagliare la ricetta. E adesso che perfino la gatta Marika segue la teoria che “sbagliare fa bene”, chi le dirà che cosa fare? crescere può essere una vera e propria corsa a ostacoli… eppure non è mai stato così divertente! Età di lettura: da 12 anni.

Rོeོcོeོnོsོiོoོnོeོ

Buon pomeriggio lettori, ricordate la nostra amica Nina e la sua micia parlante Marika? Sono tornate a scrivere un bellissimo diario insieme. No, non ho sbagliato, avete letto bene ɪɴsɪᴇᴍᴇ, perché, in realtà, Nina scrive sotto la supervisione della saggia Marika. Nina adesso ha tredici anni e mezzo e sta affrontando i vari cambiamenti fisici e psicologici, legati alla sua età. Si sa che questo è un periodo di transizione per i ragazzi verso l’adolescenza; cruciale perché si apprestano a prendere delle decisioni di vita importanti, a partire dalla scelta dell’indirizzo scolastico. Nina sta frequentando la terza media e si ritrova a vivere la terribile situazione della quarantena preventiva di alcuni comuni a causa del covid, arrivato in Italia, e la chiusura di tutte le scuole; quindi fa le videolezioni con i suoi professori e vive una convivenza forzata con i propri familiari. Ricordiamo che, in quel periodo, le misure di restrizione adottate dal governo, sono diventate progressivamente più ferree ed estese via via all’intero territorio nazionale e ciò ha avuto un impatto significativo sulla salute mentale e sul benessere psicologico della gente e in particolare dei ragazzi. Le scuole sono rimaste chiuse fino alla fine dell’anno e, come scrive Nina, la gente spaventata ha iniziato a fare di tutto: disinfettanti casalinghi, ha imparato a cucire le mascherine, i canti dai balconi. Esce lo slogan “andrà tutto bene“. Questa situazione, purtroppo, la stiamo ancora vivendo e sappiamo bene cosa essa comporti però, in questo caso, ha riavvicinato il padre e la madre, entrambi molto più presenti anche per lei. Finalmente la madre si è messa ai fornelli, pulisce la casa e, tutti insieme, guardano i programmi televisivi, soprattutto quelli di cucina, ritrovandosi ad essere una famiglia affiatata che riesce ad essere unita nonostante le differenze caratteriali. Durante questo periodo, Nina stringe anche un legame particolare con una vicina di casa che vive da sola, la signora Eddy, una cara vecchina in cerca di compagnia. Anche lei riesce a parlare con Marika e tra loro si instaura un certo affiatamento. La nonna Era è sempre in Brasile, ma spesso fanno lunghe chiacchierate su Wathsapp. Tanti altri aneddoti e storie ci racconta Nina ma non vorrei fare spoiler, quindi non vi resta che leggere il libro.

Ho davvero divorato La mia vita a #13 anni e mezzo perché è troppo carino, leggero, ironico e divertente. Nelle pagine ci sono tanti spunti di riflessione importanti su varie tematiche come l’amicizia, la famiglia, l’amore verso gli animali e la condivisione con il prossimo. Lo consiglio vivamente sia ai ragazzi che ai genitori in modo da trascorrere delle ore di puro divertimento in compagnia di Nina, Marika e dei loro amici.

P.S. Le illustrazioni sono fantastiche 💖.

Grazie di cuore Mimebú edizioni per la copia fornita 💓.

La mia vita a #13 anni di Nena Baylen

Editore Mimebù (28 maggio 2020)
Lingua Italiano
Copertina flessibile 152 pagine

Divertente, ironico, graffiante come gli artigli di una gatta.

Nina ha 13 anni e una gatta di nome Marika, che presto compirà 113 mesi, 13 settimane e 13 giorni. Ma 13 è anche l’età che dimostrano i genitori di Nina: un padre incollato alla poltrona e una madre che strilla a 113 decibel. Nina sarebbe anche una ragazzina come le altre, se non fosse per un dettaglio che rende la sua vita fuori dal comune: Marika parla! Nina ha provato a raccontare la sua storia sui social, ma nessuno le crede. Così ha deciso di scrivere una specie di diario. È certa che, prima o poi, un editore simpatico lo pubblicherà.

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Buongiorno e buon mercoledì lettori, avete dei tredicenni in casa con voi? Io ho una figlia quasi tredicenne e rivedo alcuni aspetti di Nina, la protagonista del libro, in lei; comportamenti, atteggiamenti, frasi, abitudini che adesso stanno cambiando. Mi sembra di avere in casa un alieno venuto da Marte. Non vi nascondo che mi spiazza un po’ questo cambiamento e devo in qualche modo cercare di mutare il mio “sguardo”, cominciando a vedere mia figlia non più come un cucciolo da proteggere ma come una ragazzina da allenare alla vita. A quanto pare, a detta di Nina, anche i ragazzi a quell’età vedono i genitori in maniera strana, magari come un’aquila che strilla senza motivi validi come fa sua madre (Sto cercando realmente di evitare di cedere all’abitudine di urlare e di non cadere in balia delle emozioni) o come degli adulti che in realtà “sono dei tredicenni” ( perché i genitori di Nina lo sono eccome). Sembra un tiro alla fune tra genitori e figli, ma in realtà giochiamo nella stessa squadra. Mi sono divertita un sacco a leggere le pagine del diario di questa simpatica ragazzina un po’ ribelle, un po’ sopra le righe ma, grazie alla sua inseparabile micia Marika, riuscirà a cavarsela egregiamente su questo ring che è la vita. La chimica che c’è tra la gatta e la sua padroncina è molto forte, ma Marika per Nina è molto di più: un’amica, una consigliera, una mamma presente … perché Marika è in grado di parlarle. Non ci credete? Eppure è proprio così 🙂

Nina in realtà ha una famiglia un po’ particolare, perché non è molto presente per lei e ha dei comportamenti che possono compromettere fortemente la sua educazione. La madre è troppo presa dal suo lavoro e spesso mangia fuori casa. Il padre allo stesso modo è assente e se è in casa se ne sta tutto il tempo comodo sulla sua poltrona a fumare, ridestandosi soltanto in presenza di una certa Gianna e non perdendo l’occasione di litigare con sua moglie.

Si sa che sia l’amore che l’assenza da parte di entrambi i genitori, possono influenzare profondamente l’equilibrio emotivo, l’autostima e la salute mentale dei propri figli. Quindi è davvero importante essere degli adulti veri e non degli adulti mascherati da tredicenni.

Quello che posso dirvi è che il libro è perfetto per le ragazze che frequentano le medie, perché sicuramente non molleranno il libro nemmeno un secondo, rapiti dal suo ritmo incalzante e dai suoi racconti divertenti. La cover poi, amore a prima vista! Insomma, i presupposti per regalare questo libro ai vostri figli ci sono e sono parecchi e sicuramente vi ringrazieranno, mollando per qualche ora la tecnologia. Un plauso va alla grafica, esterna e interna, assolutamente adorabile!
Insomma, questo diario mi è piaciuto tantissimo perché è delizioso e perfetto sia per i grandi che per i preadolescenti con ottimi ingredienti che fanno sorridere ma anche riflettere.

Presto vi parlerò del secondo libro La mia vita a #13 anni e mezzo. Ringrazio di cuore la casa editrice per l’invio della copia cartacea 💓.

Nella stanza chiusa di Frances Hodgson Burnett

Nell’estate del 1903Frances H. Burnett, autrice di “Il giardino segreto“, ancora scossa dalla perdita del suo primogenito avvenuta quattordici anni prima, scrive, in soli quattro giorni
Nella stanza chiusa“. https://www.amazon.it/dp/8831456156/ref=as_sl_pc_as_ss_li_til?tag=librialchia0a-21&linkCode=w00&linkId=7973c3292a10d4d5a5d9c39db06fec7c&creativeASIN=8831456156

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Autore: Frances Hodgson Burnett
Titolo: Nella stanza chiusa
Curato da: Enrico De Luca
Numero Collana: 9
Pagine106
Codice isbn: 9788831456159
Prezzo in libreria: € 11,90
Tradotto da: Enrico De Luca e Giordano Milo
Genere: Narrativa (classici)

Sinossi:

A Natale del 1904 uscì, riccamente illustrato con otto tavole di Jessie Willcox Smith, alla maniera e con la foggia ricercata di un libro dono, Nella stanza chiusa (In the Closed Room) che sul «The Dial» venne definito “una storia dal significato spirituale e mistico, di autentico valore letterario.” Concepito in soli quattro giorni nell’estate del 1903, questo romanzo breve ha solo l’apparenza di essere un testo per bambini, dal momento che affronta un tema molto doloroso per l’autrice, mai trattato fino ad allora in altre sue opere.
La presente edizione curata da Enrico De Luca offre per la prima volta in Italia un testo integrale, annotato e illustrato a colori di questo gioiello editoriale dei primi anni del XX secolo.

«Voleva così tanto entrare in quella stanza. Senza comprendere affatto la sensazione, ne era piuttosto scossa. Sembrava come se la chiusura di tutte le altre stanze sarebbe stata poca cosa in confronto alla chiusura di quella. C’era dentro qualcosa che voleva vedere… c’era qualcosa… in qualche modo c’era qualcosa che voleva vedere lei.»

PRIMA EDIZIONE INTEGRALE, ANNOTATA E ILLUSTRATA.
La copertina riprende la grafica della prima edizione del 1904.

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Buongiorno e buon martedì. Vi parlo oggi di un altro libro che ho letto durante le vacanze pasquali; anche questo racconto è di Frances H. Burnett ma in realtà è stato scritto prima de Il Popolo bianco. In questo libro ho trovato una maggiore inquietudine da parte dell’autrice, ancora provata per la morte del figlio primogenito Lionel, avvenuta nel 1890 a causa della tisi. Nelle pagine riversa tutta se stessa e affronta la morte dei giovanissimi. Quindi si tratta di una storia di fantasmi che lascia addosso al lettore un certo turbamento. La protagonista è Judith, una tacita bambina che ama giocare in un angolino senza essere d’intralcio a nessuno. La sua unica amica è la zia defunta, sorella della mamma, che non ha mai conosciuto ma che ha spesso sognato.

Ma non sono addormentata quando vedo zia Hester – ha detto. Mi ridesto. È più desto lì che qui.

I giorni scorrono lenti e noiosi scanditi dal rumore fastidioso del treno che passa vicino alla sua abitazione. L’estate torrida rende tutto ancora più difficile da sopportare anche per i suoi genitori troppo presi dai loro rispettivi impieghi. Ma, ad animare la situazione, arriva una nuova proposta di lavoro per la madre di Judith: fare la custode di una casa di montagna. Ovviamente la famiglia è molto felice di lasciare la loro piccola casetta per andare ad abitare in una grande dimora più fresca e silenziosa. Ben presto si trasferiscono lì e sono subito sorpresi di vedere che i proprietari sono andati via molto in fretta, lasciando le finestre aperte, le sedie poste al centro di una stanza ” come se ci fosse stato un concerto”, i mobili non erano stati coperti ..

L’aria tutt’intorno è spettrale, perché c’è troppa quiete. Le camere sono tutte aperte e loro ne hanno libero accesso, tranne per una posta al quarto piano, chiusa a chiave.

La gente ha sempre qualcosa che vuole tenere chiuso a chiave.

Ma Judith, spinta dalla curiosità o da qualche altra strana forza misteriosa, va al quarto piano e riesce ad entrare in quella stanza, per lei sempre aperta, dove incontra la misteriosa bambina che aveva già visto in uno dei suoi sogni ad occhi aperti e della quale c’è un grande ritratto in biblioteca; questo spirito legato alla nostra realtà, per qualche arcana e impenetrabile ragione, attira a sé la piccola Judith che torna più volte in quella Stanza chiusa a giocare con lei.

Un romanzo breve che ti fa correre i brividi lungo la schiena lasciandoti un certo senso di smarrimento, perché la morte qui ha una connotazione più cupa e terrificante. Sembra proprio che la morte si divertisse a giocare con la piccola Judith fin da piccola, segnando il suo destino, ma non voglio dirvi cosa succede; vi assicuro però che verrete catturati da queste pagine e penserete notte e giorno a questa storia.

L’incoscio umano è in grado di partorire i peggiori incubi e, leggendo questo racconto, l’angoscia vi assalirà ad ogni pagina sfogliata e sarete costretti a trattenete le briglie della paura.

Ringrazio la casa editrice per aver portato in Italia questo romanzo così ben curato 🧡 e per avermene inviato una copia.